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L’email compie 40 anni

1971-2011: l'email festeggia i suoi primi 40 anni

Correva l'anno 1971 quando Ray Tomlinson installò su ARPANET un sistema in grado di scambiare messaggi fra le varie università. Ma chi ha realmente definito il funzionamento dell'email fu Jon Postel, informatico statunitense che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo della rete Internet.

L'email festeggia 40 anni di età ed è ancora utilizzata da tutti nonostante il suo impiego sia stato spesso 'minacciato' (o considerato tale) dagli sms, dalle chat e in ultimo da facebook.

Ma l'email non è solo uno strumento, piuttosto è una comunicazione, in grado di attirare l'attenzione del destinatario o piuttosto di passare inosservata o addirittura di essere cancellata senza neanche essere letta.

Pertanto prima di premere il tasto 'invia', è importante controllare di non avere commesso uno di questi 6 errori abbastanza comuni:

  1. inviare email senza autorizzazione
  2. scegliere un oggetto inefficace
  3. inviare contenuti irrilevanti per il target
  4. non prestare attenzione ai numeri
  5. non avere un obiettivo specifico
  6. non favorire un dialogo

Inviare email senza autorizzazione

Prima di avviare una campagna di email marketing, è necessario verificare che le liste di indirizzi in nostro possesso (sia liste affittate da fornitori di servizi di email marketing sia acquistate) siano autorizzate ossia contengano indirizzi email di utenti che hanno espresso consenso a ricevere comunicazioni a mezzo email da parte nostra.

Scegliere un oggetto inefficace

Niente e nessuno può assicurarci che il nostro messaggio email verrà aperto e letto. Tuttavia per favorire la lettura di un messaggio email evitiamo di utilizzare oggetti generici, che non comunicano concetti concreti, che non permettono all'utente di farsi un'idea del contenuto della nostra email.

Ad esempio con un oggetto di questo tipo "Due semplici modi per fare business con Facebook", se il destinatario è ben profilato, ci sarà una buona probabilità che l'email venga letta, perchè nell'oggetto si anticipa al lettore cosa troverà nel messaggio (due modalità di guadagnare con Facebook).

Inviare contenuti irrilevanti

Quando elaboriamo il conenuto di una DEM, teniamo sempre bene a mente il profilo dell'utente a cui ci rivolgiamo, proviamo a metterci nei suoi panni e a valutare se quanto stiamo comunicando sia effettivamente interessante per quell'utente.

Poniamoci una serie di domande, del tipo:

  • quali sono le caratteristiche dell'utente tipo?
  • quali esigenze ha?
  • in che modo la mia proposta può essere di aiuto?
  • per il mio utente tipo, quale è il plus della mia offerta rispetto a quella di un concorrente?
  • se fossi al suo posto, sarei persuaso della bontà della sua offerta?

Non prestare attenzione ai numeri

Uno dei vantaggi principali dell'email marketing è l'essere uno strumento misurabile: possiamo monitorare in tempo reale l'andamento delle campagne. Pertanto analizzare i dati disponibili sulle letture, sui click, sui contatti ci consentono di comprendere il giorno migliore per spedire, quale oggetto risulta più efficace, quale argomento suscita maggiore interesse per il nostro target audience, e in generale ci consente di ottimizzare le perfomance delle nostre campagne.

Non avere un obiettivo specifico

Prima di avviare una campagna di email marketing, definiamo quale sia l'obiettivo o gli obiettivi che vogliamo raggiungere: generare leads, trovare nuovi clienti, veicolare traffico al sito, fare branding, lanciare un nuovo prodotto, promuovere un evento, fidelizzare una clientela già acquisita, ecc...

Avere ben chiari questi obiettivi permette di pianificare nel modo corretto la campagna e di valutare l'effettivo raggiungimento di certi risultati, una volta terminata l'azione di email marketing.

Non favorire un dialogo

Una buona email è come un buon tweet o un valido blog: se il suo contenuto piace ed è percepito come di valore, l'utente lo condividerà con la sua rete di contatti. Facciamo in modo che le nostre email vengano inoltrate o che vengano segnalate nei vari social network. Una buona conversazione può scaturire anche da un'azione di email marketing e finire on line su Facebook e su Twitter.

Lucia Picciaiola

Resp. Comunicazione BusinessFinder

Liberamente tratto da "6 Common Email Marketing Mistakes Small Businesses Make"

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