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Be-Wizard 2014: te lo raccontiamo noi di BusinessFinder

Appunti dal BeWizardLucia Picciaiola - Responsabile Comunicazione dice:

«Prima volta al Be-Wizard per me, dopo anni di frequentazione da parte dei miei colleghi, tecnici e specialisti (seo senior, seo junior and co.), sapevo dai loro racconti della qualità di questo evento, sia per la preparazione degli speakers sia per il livello di temi affrontati. In effetti le mie aspettative non sono state deluse.
Ho seguito il modulo sul mobile commerce e il workshop sulla Moda 2.0.
Ecco i miei Top takeaways:

  • non esiste più distinzione tra on line e off line. Noi siamo on line sempre, sì anche quando andiamo in bagno. Il nuovo mantra è We are on-line and we are on-site;
  • non esiste più una sequenzialità nel ciclo di acquisto (il famoso funnel delle conversioni) ma tutto è mescolato, fatto da momenti sincroni;
  • l'e-commerce di oggi non è diventato quello che immaginavamo 15 anni fa nè tale sarà in futuro. A dirla tutta non esiste il concetto di e-commerce ma esiste solo il "commerce" ossia l'esperienza di acquisto dell'utente, che è unica;
  • la SCARPA è il prodotto per eccellenza che si fa narrare (social storytelling);
  • nell'avviare un progetto di visibilità web diamo la priorità alla versione mobile poi al desktop. Oggi sempre più spesso i processi di acquisto iniziano da mobile.

>> Il miglior relatore per me

Simone Lovati @lovati, Chairman & Founder di Fashionbi, col suo intevervento mi ha tenuta incollata alle slide: interessanti e innovative le sue idee sull'ecommerce applicate al settore Fashion e Luxury.

>> Le migliori slide

Senza dubbio quelle di Ale Cappellotto @cappesante. La sua formazione di Copywriter è venuta tutta a galla: geniale l'immagine del Cardinale Ruini e di Papa Francesco: il primo dice "ma Facebook converte?" e il secondo "Abbiate fede!" (peccato non sia riuscita a fotografare le due immagini).

Altra nota altrettanto buona della giornata: il pranzo al ristorante vegano Bio's Cafè. Ottima la piadina di kamut con squaquerone di riso :)».

Giordano Mandolesi - Sviluppatore Web dice:

«L'esperienza al Be-wizard è stata interessante, mi ha dato la possibilità di avere un contatto diretto con persone affermate nell'ambio digital.

Per quanto riguarda nello specifico l'e-commerce, i concetti più interessanti che sono emersi riguardano l'omni-canalità del commercio che vede l'integrazione fra canali fisici (i negozi) e canali online come sito e-commerce, mobile, social, marketplace ecc..
Si vuole cercare di fornire all'utente finale non un prodotto da acquistare, ma un'esperienza d'acquisto unica ed emozionante che metta insieme l'online e l'off-line (on-site).
Per il futuro prossimo gli imprenditori italiani dovranno cercare di fare investimenti graduali per integrare i vari canali di vendita, spingendo principalmente quelli online che risultano essere scarsamenti sviluppati, altrimenti il rischio è perdere una buona fetta di potenziali clienti e di vendite.

Ho seguito anche la presentazione di un progetto innovativo che sfrutta i Google Glass, il progetto si chiama Google Glass 4 lis: http://www.huffingtonpost.it/2013/11/12/google-glass-4-lis-al-museo-egizio-di-torino-i-non-udenti-_n_4258898.html.

Il progetto sfrutta la nuova tecnologia di Google appunto i Google Glass, occhiali che permettono, tramite swipe e tap sull'astina degli occhiali stessi, oppure traminte comandi vocali, di compiere delle azioni come scattare foto, fare una ricerca su google ecc...
La cosa straordinaria però è che questa tecnologia può esere utilizzata nella realtà aumentata, in questo caso sarebbe più adatto dire affiancata. Infatti i Google Glass sono stati pensati per aggiungere informazioni (contenuti) alla realtà che stiamo già guardando (e non per distoglierci da ciò che stiamo guardando).
Questo genere di tecnologia potrebbe essere applicato per rendere le città più accoglienti, sviluppando contenuti adatti alla fruizione tramite tali dispositivi, fornendo ai visitatori una guida interattiva sempre sottocchio.

L'unica nota negativa di tutto questo è che i primi prototipi in vendita saranno a fine anno, forse, negli Stati Uniti, in Europa non si sa ancora. Quindi temo che prima di qualche anno non si potranno vedere in circolazione.»

Marta Rocchi - Social Media Strategist dice:

«Come sempre dal Be Wizard si torna a casa con tanti input (che un blocco notes e una penna non sono bastati a contenere) e con la voglia di condividerli con i propri colleghi, metterli in pratica come assunti dai quali il web marketing del 2014 non può prescindere.

Il primo spunto fondamentale è che nella concezione di un progetto web l’esperienza d’uso dell’utente va messa sempre al primo posto, e oggi la user experience da cui partire è quella mobile. Quindi nel creare un sito web o un e-commerce si deve necessariamente partire dall’uso che gli utenti fanno del loro device mobile e dare vita a percorsi di navigazione estremamente intuitivi e rapidi, in cui la componente visiva diventa predominante. La versione desktop passa necessariamente in secondo piano.

Un’altra osservazione importante riguarda l’uso dei social network a scopo di vendita. La domanda da cui partire per pensare di vendere su Facebook deve essere la seguente: “perché qualcuno dovrebbe essere interessato a relazionarsi con il mio brand regolarmente?”. Solo chi approccerà il canale con questa filosofia, che non tradisce la natura conversazionale e sociale del mezzo, potrà dare vita a strategie di engagement performanti, e in ultima istanza importanti nel sostenere le vendite del prodotto in questione.

Ultima riflessione, probabilmente la più importante: non c’è più sequenzialità nelle fasi di acquisizione di un cliente. Non esiste più un funnel di conversione.  “Multicanalità” è un termine che andrebbe sostituito a “omnicanalità” per descrivere la dimensione nella quale persone e brand sono immerse. Ogni canale diventa touch point per gli altri luoghi digitali del brand. Dobbiamo renderci conto che un e-commerce non può essere pensato come un canale di vendita, ma  come un canale di branding che, insieme agli altri, contribuisce a regalare una determinata brand experience all’utente/consumatore. Poco contano da soli i dati di conversione online, perché questi non sono in grado di dirci quanto quell’e-commerce sia servito per incrementare le vendite offline. La connessione contemporanea su più canali, che oggi rappresenta uno standard mediale, invita gli addetti ai lavori a pensare a nuovi percorsi di contaminazione, a strategie che tengano conto di questa estrema libertà con la quale l’utente si muove tra mobile, onsite e desktop».

 

Lo storytelling sui social media

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